
Ville Medicee e giardini patrimonio Unesco aperti il 18 aprile per la Giornata Icomos. Alla Petraia concerto de L’Homme Armé com madrigali, canzoni e canzonette d’amore di Monteverdi
Giovedì 18 aprile 2019 è la giornata internazionale Icomos di monumenti e dei siti. Icomos è un’organizzazione è un’organizzazione internazionale non-governativa – come si legge nel sito Internet – senza fini di lucro impegnata a promuovere la conservazione, la protezione, l’uso e la valorizzazione del patrimonio culturale mondiale. Si dedica allo sviluppo di dottrine comuni, l’evoluzione e la diffusione delle conoscenze, la creazione di migliori tecniche di conservazione, e la promozione del patrimonio culturale.
In occasione di questa giornata, 12 Ville Medicee e due giardini medicei (che sono patrimonio Unesco dal 2013) saranno aperti al pubblico per visite ed eventi vari (www.icomositalia.com). Si va dalle passeggiate naturalistiche alle scoperte storiche, con grande protagonista la musica, come a Villa La Petraia di Castello (Firenze) dove l’Associazione L’Homme Armé presenterà alle ore 17 di giovedì 18 aprile 2019 il “Concerto Monteverdi” (un evento prodotto da Regione Toscana e Fondazione Sistema Toscana nell’ambito della giornata internazionale ICOMOS dei monumenti e dei siti). Ingresso libero fino a esaurimento dei posti, prenotazione obbligatoria all’indirizzo informazioni@hommearme.it, oppure 3396757446.
- Le ville e i giardini patrimonio Unesco (e interessati alla giornata Icomos) sono Villa di Careggi, Villa di Castello, Villa della Petraia, Giardino di Boboli, Villa del Poggio Imperiale a Firenze, Villa di Cafaggiolo a Barberino di Mugello, Villa de Il Trebbio a San Piero a Sieve, Villa Medici di Fiesole, Villa di Cerreto Guidi, Giardino di Pratolino a Vaglia, Villa di Poggio a Caiano, Villa di Artimino a Carmignano, Palazzo di Seravezza, Villa La Magia a Quarrata.
Ma torniamo a Villa La Petraia (sopra il titolo, ph. da Polo Museale) dove saranno presentati da L’Homme Armé (Elena Cecchi Fedi, soprano; Alberto Allegrezza, tenore; Paolo Fanciullacci, tenore; Alessandra Artifoni, cembalo; Gian Luca Lastraioli, tiorba e chitarra; Fabio Lombardo, direzione /foto in basso di Guido Mannucci) madrigali, canzoni e canzonette d’amore che compongono questo breve omaggio al “divino Claudio”.
I brani sono tratti dalle raccolte più tarde della produzione monteverdiana, dal “Concerto, Settimo libro di Madrigali” del 1619 e da “Madrigali e canzonette, nono libro” pubblicato nel 1651, oltre ad altri brani tratti da raccolte sparse. All’interno di questa selezione compaiono brani straordinari quali “Zefiro torna e di soavi accenti” su testo di O.Rinuccini, costruito su un basso di ciaccona sul quale si scioglie una serie infinita di virtuosistiche variazioni affidate a due tenori, o “Quel sguardo sdegnosetto” ancora su un basso ostinato.
Una curiosità medicea: Monteverdi dedico il VII libro di madrigali a Caterina de’ Medici, figlia del Granduca Ferdinando I, andata in sposa a Ferdinando Gonzaga Duca di Mantova.