Teatro a porte aperte, come nasce uno spettacolo. Fondazione Armunia lancia il format che apre allo sguardo del pubblico il momento delle prove. Primo appuntamento l’8 settembre (dalle 18 alle 20) al teatro Ordini di Rosignano Marittimo. Con Roberto Latini e il nuovo progetto “Pagliacci All’uscita”
Accogliere lo sguardo dello spettatore in uno spazio che tradizionalmente gli è precluso – quello delle prove – per assistere senza filtri alla creazione di un lavoro artistico. È questa l’idea alla base di “Teatro a porte aperte”, nuovo format di Armunia che invita a immergersi nel processo creativo all’origine di ogni spettacolo. Artisti e compagnie in residenza negli spazi della fondazione diretta da Angela Fumarola e sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Rosignano Marittimo daranno a chi lo desidera la possibilità, gratuitamente e in date e orari definiti, di sedere in platea non per partecipare a un’opera compiuta o a una prova aperta pensata per la partecipazione del pubblico, ma per testimoniare la ripetizione, lo scarto, le false partenze, il confronto, la ricerca: il terreno fertile su cui fiorisce l’opera scenica.
Si parte venerdì 8 settembre 2023 con un primo appuntamento dalle 18.00 alle 20.00 presso il Teatro Nardini di Rosignano Marittimo, Livorno (via dei lavoratori 21a), insieme a Roberto Latini (foto sopra il titolo, ph. Benedetta Pratelli) e al gruppo con cui sta portando avanti il nuovo progetto “Pagliacci All’uscita”, composto da Ilaria Drago, Elena Bucci, Marcello Sambati e Savino Paparella. Tra gli artisti che prenderanno parte a “Teatro a porte aperte” fino a dicembre anche Livia Gionfrida e Cristina Rizzo (su prenotazione a staff@armunia.eu e 0586.754202).
Prodotto da Compagnia Lombardi Tiezzi con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia – Capotrave / Kilowatt) “Pagliacci All’uscita” – che debutterà il 29 settembre al Teatro Vascello di Roma, da cui è anche coprodotto – si presenta mettendo uno accanto all’altro due testi molto diversi: il libretto di “Pagliacci”, opera di Ruggero Leoncavallo che debuttò a Milano nel 1892, e “All’uscita”, atto unico che Luigi Pirandello definì “mistero profano”, in scena a Roma nel 1922. Due lavori distanti, per stile e contenuto, eppure capaci di una comune sensazione che li rende profondamente accostabili; il primo è immerso nel Verismo di fine ‘800, nella trama spietata del delitto d’onore e d’amore, il secondo è una parabola metafisica, quasi filosofica. Sembrano, per struttura e forma, collocabili da una parte all’altra di un ponte ideale, fondamentale per la letteratura teatrale, che a cavallo dei due secoli riesce a trasformare i percorsi sintattici in prospettive drammaturgiche; uno accanto all’altro, creano un terzo materiale, indipendente, un’occasione per riflettere nel tempo di oggi attraverso i riflessi dei secoli scorsi.
“Teatro a porte aperte è un invito alla prova rivolto alla cittadinanza – spiega Angela Fumarola – per guardare da vicino il lavoro dalle compagnie in residenza. Dalla platea sarà possibile osservare il meticoloso processo creativo che gli artisti e le artiste mettono in atto prima della prima. Scarti, attese, ripetizioni, esitazioni e pazienza, Teatro a porte aperte è un invito a non attendere l’esito, ma il suo compiersi. A partire dall’autunno 2023 sarà favorito sempre più l’incontro con la pratica artistica, nel rapporto tra cultura, cittadini e luoghi per la creazione, nell’attesa del 2024. Nel suo essere casa per gli artisti, Fondazione Armunia è aperta anche a chi vuole avvicinarsi ai linguaggi performativi attraverso incontri formali e informali, lasciando a tutti e tutte la libertà di nutrire con il proprio sguardo nuovi orizzonti”.
Info e prenotazioni
T 0586.754202