
Sistema accoglienza e integrazione (Sai) rivolto a profughi e richiedenti asilo. Nel progetto di cui è capofila il Comune di Rosignano entra anche Campiglia Marittima
Con la delibera di giunta 280/2021, è stato incrementato l’impegno per lo sviluppo della rete “Sistema Accoglienza e Integrazione” (Sai), progetto territoriale per la realizzazione di attività ed interventi di integrazione rivolti a profughi e richiedenti asilo, del quale il Comune di Rosignano Marittimo da anni è capofila. Grazie al lavoro delle istituzioni e al coordinamento della Prefettura di Livorno, infatti, il progetto, finanziato dai fondi ministeriali, ha coinvolto anche il comune di Campiglia Marittima (vedi nota a seguire), che si va ad aggiungere a Rosignano, Cecina, Castagneto Carducci e Bibbona, per dare maggior omogeneità a tutto il territorio della bassa Val di Cecina. A seguito dell’“Emergenza Afghanistan”, è partito il lavoro della Prefettura di Livorno per individuare alloggi e strutture congrue per l’ospitalità dei richiedenti asilo in tutta la Provincia. Il Comune di Rosignano ha partecipato a un tavolo con gli altri soggetti coinvolti e ha dato la propria disponibilità, collaborando con i vari comuni limitrofi e le istituzioni per trovare la soluzione migliore. Grazie a questa proficua collaborazione, il Comune di Campiglia è entrato a far parte del progetto e questo permetterà, congiuntamente al territorio della bassa Val di Cecina, di accogliere altri 8 richiedenti asilo, suddivisi in due nuclei familiari, che saranno ospitati uno a Rosignano e l’altro a Campiglia.
In questo modo, il totale dei richiedenti asilo sul territorio della bassa Val di Cecina passerà da 26 a 34.
Si conferma, così, l’impegno del Comune di Rosignano come capofila del progetto, partito già dagli anni ‘90 con l’arrivo dei primi grandi flussi migratori sul territorio nazionale.
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Da una nota del Comune di Campiglia Marittima / Il ministero dell’Interno con il decreto 1415 del 19.01.2022 ha accolto la domanda del comune di Campiglia Marittima di entrare nel progetto SAI di cui è capofila il comune di Rosignano, che vede l’ampliamento di 8 posti, di cui 4 vanno appunto a Campiglia, il primo della Val di Cornia ad aderire alla rete Sai estendendo così il territorio aperto all’accoglienza a famiglie con permesso di asilo finalizzata all’integrazione, già composto dai comuni di Cecina, Bibbona e Castagneto Carducci.
Il progetto è di accoglienza di persone che hanno diritto di asilo o che ne hanno fatto richiesta e rientra nei cosiddetti progetti SAI ordinari, che prevedono l’accoglienza di famiglie per le quali essendo venute meno le condizioni di poter continuare a vivere nei loro paesi di origine, possono vedere un futuro nei paesi che le accolgono.
A Campiglia a seguito dell’accettazione della domanda al Ministero spetterà una famiglia di quattro persone. Questa sarà sistemata in un alloggio privato indicativamente per un periodo dì 6/12 mesi, con regolare contratto d’affitto a prezzi di mercato pagato dal ministero, durante i quali si svolgeranno attività di inclusione sociale e linguistica per accompagnare la famiglia verso un progetto di vita autonomo lasciando, al termine del periodo, spazio per accogliere
e favorire l’integrazione di una successiva famiglia. Alloggio e messa a punto della documentazione per la permanenza in Italia sono i primi due step progettuali volti a fornire una casa, i documenti di identità e l’assistenza sanitaria e quindi la ricerca di lavoro e i corsi di lingua italiana personalizzati a seconda del grado della conoscenza iniziale. L’ampliamento decretato dal ministero è giunto a seguito della situazione che si è fatta più pressante in relazione alla recente emergenza afgana, ma il progetto non si lega esclusivamente ad essa e rimane in atto fino al 31 dicembre 2022, con possibilità di prroga, con la disponibilità all’accoglienza e al percorso di integrazione di famiglie richiedenti asilo provenienti da contesti diversi.
Giovedì 20 gennaio si è fatto un incontro di monitoraggio sul progetto e il sindaco di Rosignano Marittimo, così come gli altri sindaci, hanno sottolineato l’importanza dell’ingresso di Campiglia che è il comune apripista nella Val di Cornia per il nuovo tipo di percorso d’integrazione previsto da ministero che, mentre in passato era dedicato a giovani uomini singoli, adesso è rivolto ai nuclei familiari. L’ente gestore del progetto è l’Arci che ha il compito di seguire i nuclei familiari non per l’assistenza temporanea, ma per l’effettiva integrazione sul territorio.