Attori migranti (Scandicci), Branciaroli è Macbeth (Lucca), “Figli di un Dio minore” (Prato) e due eventi per i ragazzi. A Livorno c’è la danza

Migrazione, accoglienza e coesione sociale. Al Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci venerdì 10 e sabato 11 marzo 2017, ore 21, Zaches Teatro presenta in prima nazionale “Sandokan”, uno spettacolo fra teatro di figura, danza, musica dal vivo, con la partecipazione attiva di 15 profughi e richiedenti asilo del territorio scandiccese. Non solo come attori, ma anche in qualità di costumisti e scenografi. Il progetto grafico e la campagna di comunicazione sono curati da studenti della Florence Design Academy, anch’essi internazionali, guidati da Ingrid Lamminpää. “Ci ispiriamo a Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari – afferma la regista e coreografa Luana Gramegna – romanzo che vede molte aperture verso una rilettura contemporanea: ci sono un naufragio, un eroe che viene prima accolto su un’isola poi braccato dall’esercito, la ricerca di una libertà negata, un amore impossibile per questioni razziali e un popolo costretto a fuggire”.

“Sandokan” (foto Sara Barbieri) è l’esito del percorso laboratoriale che Zaches Teatro ha realizzato da fine gennaio con il gruppo MigrAzioni#Scandicci – Il Teatro tra le comunità per la comunità ed è prodotto da Zaches Teatro e Fondazione Teatro della Toscana, in collaborazione con Sociolab Ricerca Sociale e con il patrocinio del Comune di Scandicci.

“I costumi sono stati realizzati da Aboubacar Sadio, le scene, gli oggetti e le marionette Bunraku, tipiche del teatro giapponese, sono stati costruiti da Bacary Sonko, Oumar Traore, Aboubacar Sadio, Fakeba Djite – spiega Luana Gramegna – “Sandokan” rende tutti i 15 ragazzi protagonisti della nostra esplorazione, mette al centro il loro punto di vista per misurarsi con una sfida centrale per la società in cui viviamo e che ci riguarda tutti. È un momento di incontro e di confronto fra le diverse realtà ed etnie che abitano questo territorio”. E mentre lavorano sulla scena della fuga di Sandokan attraverso la giungla, l’indicazione che più funziona arriva da Moussa Kebe che suggerisce a Mohamed Diallo di pensare di essere in Libia e di fuggire dai banditi: non puoi tornare indietro, sennò muori. In Libia, è la parola di Tairon Madison Olicgoun, neanche gli uccelli sono liberi di volare. Si parlano in italiano, in scena e fuori: Zaches Teatro ha scelto di ricondurre la Babele di lingue a una unica, comune per tutti. “Le tigri di Mompracem è un romanzo in italiano – conclude Luana Gramegna – appartiene a un autore scomodo per la sua epoca, anticolonialista, con un grande interesse per i ‘diversi’ visti come risorsa e non come problema. Abbiamo individuato nell’italiano il codice comune con cui far parlare la nostra ‘ciurma’: Sandokan diventa anche un percorso per approfondire la nostra lingua e favorire ancor di più l’integrazione”.
Biglietti: posto unico 14 euro, previste riduzioni.

FRANCO BRANCIAROLI AL GIGLIO DI LUCCA CON “MACBETH”

Applauditissimo protagonista nelle passate stagioni al Teatro del Giglio di Edipo Re di Sofocle (gennaio 2011), Servo di scena di Harwood (marzo 2013), Enrico IV di Pirandello (gennaio 2015), Franco Branciaroli torna sul palcoscenico lucchese confrontandosi con la tragedia più oscura di Shakespeare, “Macbeth” (immagine di Favretto), nella duplice veste di interprete e regista.

Penultimo titolo della stagione di prosa del Teatro del Giglio (realizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo Onlus), “Macbeth” di William Shakespeare va in scena venerdì 10 e sabato 11 marzo 2017 alle 21 e domenica 12 marzo alle 16. Lo spettacolo, prodotto da CTB Centro Teatrale Bresciano-Teatro de Gli Incamminati, vede come interpreti – accanto a Franco Branciaroli (Macbeth) e Valentina Violo (Lady Macbeth) -, Tommaso Cardarelli (Macduff), Daniele Madde (Malcom), Stefano Moretti (Ross), Livio Remuzzi (Lennox), Giovanni Battista Storti (Re Duncan) e Alfonso Veneroso (Banquo). Le scene sono firmate da Margherita Palli, i costumi da Gianluca Sbicca, le luci da Gigi Saccomandi.

Macbeth parla di un mondo in guerra, dove efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. «Macbeth – spiega Franco Branciaroli – sceglie di portare la violenza all’interno. Se in più anche la parte femminile si snatura e prende caratteristiche maschili, allora il caos è totale. Macbeth viene infatti ‘sedotto’ all’ambizione dalle streghe e indotto all’assassinio da sua moglie. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth, uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. Macbeth è la tragedia del male dell’uomo – conclude il regista – della violazione delle leggi morali e naturali e dell’ambiguità, del caos, della distruzione che ne consegue. Un rovesciamento di valori significativamente testimoniato dal canto ambiguo e beffardo delle streghe: Il bello è brutto, e il brutto è bello.»

Sabato 11 marzo (ore 18) la compagnia incontra il pubblico all’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino); l’appuntamento è il quinto del ciclo di incontri con gli attori e proiezioni dal titolo “Situazioni di confine” realizzato da Teatro del Giglio, Fondazione Toscana Spettacolo onlus e Fondazione Banca del Monte di Lucca. L’ingresso all’incontro è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Biglietti da 10 a 30 euro. Info e acquisti on line su www.teatrodelgiglio.it, alla Biglietteria del Teatro del Giglio (aperta dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13.00 e 16.00-19.00, tel. 0583.465320, email biglietteria@teatrodelgiglio.it) e in tutti i punti vendita Boxoffice.

“FIGLI DI UN DIO MINORE” CHIUDE LA STAGIONE DEL POLITEAMA PRATESE

Sabato 11 e domenica 12 marzo 2017, “Figli di un Dio minore” di Mark Medoff chiude la stagione del Teatro Politeama Pratese. Lo spettacolo, reso celebre dal film degli anni ’80 con William Hurt, e ora messo in scena con la regia di Marco Mattolini, mette a confronto universi comunicativi separati e sovrapposti. Sul palco Giorgio Lupano, nei panni dell’insegnante di logopedia, e Rita Mazza, un’attrice realmente sorda, nel ruolo dell’allieva.

Nasce come testo teatrale “Children of a lesse God” di Mark Medoff, drammaturgo e sceneggiatore statunitense. E viene è immediatamente premiato. Ma è nel 1986, con l’uscita dell’edizione cinematografica, che “Figli di un dio minore”, magistralmente interpretato da William Hurt e dall’attrice-Premio Oscar Marlee Matlin, tocca il cuore del pubblico in tutto il mondo. Soprattutto porta all’attenzione, attraverso il racconto di una storia d’amore, aspetti socialmente emblematici che riguardano le “minoranze”, in questo caso, quella dei sordi. Tematiche universali e fondamentali, che emergono ancor più nitidamente nell’essenzialità della dimensione teatrale, secondo il regista Marco Mattolini che ha amato il testo fin dal suo primo apparire, accarezzando a lungo il progetto di portarlo sulle scene italiane. «A chi mi chiede perché sia riuscito solo oggi a realizzare il progetto – racconta Mattolini – nonostante il successo del film, rispondo che molto è dipeso dal fatto che dei due protagonisti la ragazza deve essere sorda, condizione indispensabile imposta dall’autore, e l’uomo deve conoscere la lingua dei segni. Quando ho proposto il testo a Giorgio Lupano, attore di solida formazione che si è fatto esperienza e nome attraverso la gavetta teatrale e alcune fortunate fiction, non mi è sembrato vero di sentire il suo sì entusiasta». Biglietti da 16 a 20 euro, previste riduzioni.

APRE IL FESTIVAL DI DANZA CONTEMPORANEA AL GRATTACIELO DI LIVORNO

 

Primo appuntamento venerdì 10 marzo 2017 (alle ore 21) al Centro Artistico Il Grattacielo di Livorno (via del Platano) per il Festival di danza contemporanea “Racconti di altre danze” con lo spettacolo dal titolo “Dell’intimo e del fugace” della compagnia Compagnia_newDanceNoal di Chelo Zoppi. Sul palco: Asia Pucci, Eleonora Bolognesi, Elena Marchi, Giulia Razzauti, Caterina Ceccarini, Marta Rubrichi, Laura Balzano, Sascha Chimenti. Musica collettivo Brücke, con Lorenzo Siani e Andrea Fumelli.

“Entro in sala, guardo i miei danzatori, tutte persone che conosco da tempo, persone che amo, non gente di passaggio, e penso che qui, e solo qui, posso dare il meglio di me. Entro in sala, e guardo nei loro occhi e nei loro corpi, curiosa di scoprire tutto ciò che ancora non so di me. Entro in sala ogni giorno e lascio tracce di un corpo, il mio, che da un po’ di tempo sente il tempo che sta attraversando, un’età, la mia, in cui riflettere sulla vita diventa una sorta di mantra quotidiano, e talvolta il segno del pensiero s’incastona in una giuntura, in un arto, in un muscolo, provocando un dolore insopportabile. Lo stesso dolore che l’anima non sostiene, a meno che non s’inizi a danzare.” (Chelo Zoppi, coreografa e regista)

Il festival “Racconti di altre danze”, realizzato in collaborazione con il Comune di Livorno, è stato ideato da Chelo Zoppi, e da Elena Giannotti, danzatrice e coreografa del panorama della danza contemporanea internazionale. Il progetto è stato condiviso e sposato da Valentina la Salvia, storica dell’arte e coordinatrice del progetto LINC, Livorno IN Contemporanea e da Eleonora Zacchi direttrice del Centro Artistico Il Grattacielo. Anche la Fondazione Goldoni, Cultura a Peso e Itinera hanno cooperato al progetto. Chelo Zoppi, con la Compagnia_newdanceNoal, incontrerà il pubblico giovedì 9 marzo (ore 11.30) nello spazio di Cultura a Peso, al Mercato Centrale. 

—————————————————————————–

TEATRO E DANZA PER RAGAZZI

 

“CAPPUCCETTO ROSSO” AI LEGGERI DI SAN GIMIGNANO

La rassegna “Leggieri d’Inverno” (edizione numero quindici), presenta uno spettacolo di danza ragazzi per un pubblico composto di bambini tra i 5 e gli 8 anni. Due matinée riservate alle scuole, in programma giovedì 9 e venerdì 10 marzo 2017 alle 9,30 al Teatro dei Leggieri di San Gimignano dove va in scena “Cappuccetto Rosso”. 

Con Alessandra Padelletti Coda, Rebecca Siciliano. Ideazione Tuccio Guicciardini. Coreografia Patrizia de Bari. Video Andrea Montagnani. Una produzione Compagnia Giardino Chiuso, in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo, con il sostegno di Regione Toscana. La rappresentazione è incentrata sulla capacità magica del movimento di amplificare le parole della favola. Con la creazione di immagini e momenti di forte suggestione teatrale, i bambini possono scoprire e avvertire immediatamente la magia del teatro, attraverso linguaggi comunicativi diretti e tangibili. Cappuccetto Rosso è un personaggio fiabesco famoso in tutto il mondo; molte sono le varianti della storia che però non ne modificano il sottotesto e la morale.

“Leggieri d’Inverno”, per la direzione artistica di Tuccio Guicciardini, Patrizia de Bari e Cledy Tancredi, è a cura della compagnia Giardino Chiuso, Comune di San Gimignano, Regione Toscana, Fondazione Fabbrica Europa. Informazioni e iscrizioni attività e laboratori: Compagnia Giardino Chiuso – Piazza S. Agostino 4, San Gimignano – Tel. 0577 941182 / 339 6588791 – Informazioni per la stampa tel. 347 5119013 – info@giardinochiuso.com – www.giardinochiuso.com

“ENRICO E QUINTO” AL PICCOLO TEATRO BOLOGNINI DI PISTOIA

Giovedì 9 marzo 2017 (ore 10, per le scuole, fascia d’età consigliata: 8/14 anni) il Piccolo Teatro Mauro Bolognini di Pistoia ospita “Enrico e Quinto”, una produzione Fontemaggiore, protagonista Stefano Cipiciani per la regia di Massimiliano Civica Premio Ubu 2015 per Alcesti) e la drammaturgia di Massimiliano Burini.  

“Enrico e Quinto” (foto di scena di Maurizio Anderlini) vede un uomo in scena raccontare il teatro attraverso la sua vita, e la sua vita attraverso il teatro. La storia prende spunto dalle vicende di Enrico V, il re inglese che diventò famoso per aver conquistato la Francia con la famosa battaglia di Azincourt. Chi narra la storia è un arciere del re: un fatto storico raccontato dal “’asso’, da un uomo, uno dei tanti, che si trova ad esserne attore suo malgrado. La rassegna “Piccolo Sipario” è realizzata anche grazie al contributo di Gelateria Monterosa e Città del Sole Pistoia.