
Palazzo Blu, la Chiesa della Spina, il quartiere di Porta a Mare: a Pisa un itinerario di arte urbana con Eduardo Kobra e altri artisti. Le mostre da non perdere fino al 7 gennaio
Installazioni site specific in luoghi simbolo della città, murales di artisti famosi in tutto il mondo e allestimenti che rileggono lo stile Bauhaus degli Avanguardisti. In vista delle prossime festività la città di Pisa apre le porte agli appassionati dell’arte urbana, ospitando alcuni tra i maggiori street artist al mondo. Nell’ambito del Festival della Strada, manifestazione artistica curata da Gian Guido Grassi e promossa da Fondazione Palazzo Blu e Fondazione Pisa, con il contributo del Comune di Pisa e del Consiglio della Regione Toscana, fino al 7 gennaio la Città della Torre sarà la “casa” delle opere di Eduardo Kobra, Gonzalo Borondo, 108, Moneyless, Etnik, Zed1, Aris, Gio Pistone, Massimo Sospetto, distribuite tra Palazzo Blu, la Chiesa della Spina, ed il quartiere di Porta a Mare, dove alcuni di loro dipingeranno una serie di murales per cementare la nuova identità di quest’area come distretto d’arte urbana e museo a cielo aperto.
Così come accaduto per il Centro Maccarrone, dove Kobra ha firmato uno dei murales più estesi in Italia, raffigurante Galileo Galilei, le superfici dei palazzi cittadini si trasformeranno così in eccezionali tele artistiche. Aris lavorerà sul muro perimetrale delle scuole Beltrami, coinvolgendo i ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down sez. Pisa; Etnik dipingerà, sul deposito della polizia idraulica, un collage ispirato alle architetture della città di Pisa, mentre Zed1 arricchirà un’abitazione nel quartiere di Porta a Mare, realizzando un’opera raffigurante una donna con un grande cuore dal quale nascono delle rose. Tutti i murales saranno completati venerdì 22 dicembre.
A Palazzo Blu proseguono invece le due mostre in dialogo con le Avanguardie al centro del percorso principale. La prima è allestita nella Sala della Biblioteca, dove Eduardo Kobra ha creato una contemporanea Scuola di Atene, attingendo dai ritratti degli Avanguardisti; mentre la seconda è ospitata nella Dimora nobiliare del palazzo, dove è esposta la collettiva di 108, Moneyless, Etnik, Zed1, Aris, Gio Pistone, Massimo Sospetto i quali rileggono lo stile Bauhaus attraverso le loro opere.
In parallelo, sempre sul Lungarno Gambacorti, nella Chiesa della Spina è possibile ammirare l’installazione “Non Plus Ultra”, di Gonzalo Borondo, artista spagnolo classe 1989 che dal 2007 interviene nello spazio pubblico sviluppando un linguaggio originale, in connessione con il luogo d’azione e la percezione fisica e simbolica degli spazi. L’installazione pisana, anche in questo caso visibile fino al 7 gennaio, si ricollega alla spiritualità della Chiesa, innescando una riflessione esistenzialista più che religiosa attraverso 35 lastre di vetro stampate, ciascuna delle quali ospita due immagini grafico pittoriche: una colonna e una figura di spalle con le braccia distese, che rimanda all’iconografia della crocifissione. Un labirinto trasparente di segni e simboli per riflettere sul concetto di limite, sulla sua negazione, sul bisogno sacro dell’uomo di varcare la soglia del conosciuto e della logica, di superarsi e proiettarsi all’infinito.
“Con il Festival della Strada – dichiara il curatore Gian Guido Grassi – stiamo portando avanti un percorso iniziato nel 2017 con i primi muri nel quartiere di Porta a Mare, avviando la rigenerazione di un’area ricca di storia della città, una zona fortemente tradizionale, il volto marinaresco di Pisa. Siamo felici di aiutare a rinascere questa parte della città attraverso una forma d’arte in grado di rafforzare e valorizzare l’identità della collettività. La bellezza di questi murales è indice di un’arte che si è saputa affermare e che è degna di stare nei musei più prestigiosi del mondo. Siamo orgogliosi di avere con noi un parterre di artisti di primo piano a livello mondiale”.
Orari: lun-ven ore 10 – 19 (ultimo ingresso ore 18); sab – dom (e festivi) ore 10 – 20 (ultimo ingresso ore 19)
Biglietti: intero 5 euro; ridotto 3 euro
Per maggiori informazioni palazzoblu.it
L’associazione stART – Open your eyes è nata nel giugno 2017 e coinvolge un team di giovani creativi under 35 con competenze complementari (fotografo, videomaker, ufficio stampa e social media marketing, assistenti); ha all’attivo importanti rassegne internazionali, festival, mostre e pubblicazioni. Il curatore è Gian Guido Maria Grassi, nato a Lucca nel 1988.
Gian Guido Grassi (1988) è un curatore di arte contemporanea. Eredita questa passione in famiglia e nel 2017 fonda stART – Open your eyes con cui realizza progetti artistici, specializzandosi in street art e rigenerazione urbana. Dirige festival, cura e organizza mostre in spazi istituzionali e privati, scrive articoli, pubblica volumi e collabora con e artisti italiani e stranieri come il russo Alexey Morosov e l’uruguaiano Pablo Atchugarry. Tra le mostre più importanti ATTITUDE /Graffiti Writing, Street art, Neo muralismo” presso Palazzo Blu di Pisa, PABLO ATCHUGARRY/ Il risveglio della natura esposizione diffusa nel centro storico di Lucca.