
Nell’intimità del “Teatrino in Salotto” a casa di Elisabetta Salvatori. Il palcoscenico, la mini platea e l’emozione della recitazione (c’è spettacolo anche il 9 febbraio)
Le poltrone sono in parte quelle di una vecchia sala teatrale dimessa, in legno oppure imbottite. Alcune sedie sono invece ricoperte di velluto rosso. Una parete altrettanto rossa sullo sfondo, con un camino sormontato da uno specchio e due librerie ai lati… Che bella atmosfera c’è in questo minuscolo teatro (massimo 50 posti) “fatto in casa”. Sì, proprio così: perché questa sala (che prima di essere trasformata era soggiorno e sala da pranzo) è all’interno di una villa residenziale di Forte dei Marmi.

Ed è la casa di Elisabetta Salvatori, autrice, attrice, artista a tutto tondo, che in questo piccolo teatro prova i suoi spettacoli e li mette anche in scena. Non solo, quindi, i circuiti teatrali “normali”, quelli che comprendono i palcoscenici delle città. Qui, in questo teatro minuscolo, tutto diventa più intimo e l’arte trova la sua esaltazione perché chi recita, oppure suona, oppure canta, si trova a stretto contatto con il pubblico, praticamente ‘gomito a gomito’ ed impossibile non farsi rapire dall’emozione. “Siamo arrivati al 17mo anno di programmazione – sorride Elisabetta Salvatori – e il pubblico è numeroso. C’è sempre stato un passaparola, io scrivo su Facebook quando c’è uno spettacolo… e via così, la notizia si diffonde. Ultimamente ho messo in scena il testo sulla strage di Sant’Anna e nonostante sia uno dei miei spettacoli che ho più portato in giro, le persone sono arrivate. Tantissime, come accade anche per le altre pièce”. Che sono storie, pezzi di storia che ci appartiene. Racconti che prendono spunto dalla Versilia e vivono di luce propria, personaggi che Salvatori scrive (i testi sono suoi) e racconta poi in scena mettendo a nudo la sua e la loro anima.
Anche se piccolo, niente paura. C’è il palcoscenico: una grande pedana appoggiata proprio contro la parete con il camino. Ci sono le quinte e c’è l’americana per le luci di scena. E dietro alla platea anche una specie di galleria, alcune file di poltroncine un po’ rialzate per poter godere al meglio dello spettacolo.
Le pareti sono decorate (dalla stessa Elisabetta) e ci sono anche alcune sculture. E poi locandine di spettacoli nei teatri toscani e non solo, i ritagli delle recensioni dei giornali che diventano un immenso pannello che racconta una lunga storia d’artista. Qui recitava anche Carlo Monni, compagno di Elisabetta fino alla scomparsa.
Per l’estate che verrà, quella del 2019, arriverà anche il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi. E il palcoscenico, per la bella stagione, si trasferisce dall’interno della casa al giardino, con il cielo, le stelle e le montagne a fare da scenografia naturale. In inverno gli spettacoli sono solitamente due-tre al mese, in estate quattro. Elisabetta racconta… il pubblico ascolta, si emoziona e applaude.
Anche sabato 9 febbraio 2019 c’è spettacolo (ore 21, via Francesco Carrara, 243) : “Viola. La vita di Dino Campana”. L’ingresso è sempre libero (ad offerta), fino a quando ci sono posti disponibili. Fate silenzio in salotto, le luci di accendono… La magia del teatro e del racconto sta per cominciare. (elisabetta arrighi)