“Miraggio di un film. Carteggio De Castro, Rossellini, Zavattini”: a Lucca presentazione del libro a cura di Maria Carla Cassarini

Venerdì 4 maggio 2018, alle ore 21, a Lucca, Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca, piazza San Martino, 7, appuntamento con il libro “Miraggio di un film – Carteggio De Castro, Rossellini, Zavattini” a cura di Maria Carla Cassarini (Edizioni Erasmo – 2017). Intervengono Marco Vanelli, critico cinematografico, direttore della rivista Cabiria e membro del direttivo di Ezechiele, e Maria Carla Cassarini, redattrice della rivista Cabrai. Seguirà la proiezione del film “India: Matri Bhumi” (anno 1959 – durata 87 minuti) diretto da Roberto Rossellini.

Dall’idea di girare un film tratto da Geopolítica da Fome (1952 – tradotto in Italia nel 1954 col titolo Geografia della fame), uno dei libri più conosciuti del sociologo brasiliano Josué De Castro, nasce un progetto di portata internazionale che vede come protagonisti i massimi esponenti del neorealismo italiano: Zavattini, Rossellini e Sergio Amidei insieme all’autore del saggio in questione, deputato al Parlamento in Brasile, fondatore e presidente dell’Associazione Mondiale di Lotta contro la Fame, nonché ex presidente del Consiglio della FAO. Ma come può un’impresa umanitaria, nata dal desiderio di sensibilizzare la popolazione mondiale sulla grave situazione di carenza alimentare in cui versa ancora gran parte dell’umanità, costituire anche un’occasione di rinnovamento culturale e di nuove prospettive cinematografiche?

È quanta cerca di approfondire questo “quasi-romanzo epistolare”, che si sofferma inoltre a scandagliare i rapporti tra i suoi protagonisti e le varie case di produzione, compresa la Arco-Film del livornese Alfredo Bini, per giungere non solo a definire i motivi che hanno costretto ad abbandonare un’opera tanto ambiziosa, bensì a rintracciare quanto oggi ne rimane (anche in ambito filmografico), riportando corrispondenze, interviste, testimonianze e altri documenti inediti provenienti dall’Archivio “Cesare Zavattini” di Reggio Emilia e dall’Archivio di Adriano Aprà (tra i maggiori esperti di Rossellini).

Maria Carla Cassarini è nata a Castiglione dei Pepoli (Bologna) e vive a Lucca. Laureata in lingue e insegnante di lettere, da tempo si dedica a studi sul rapporto tra cinema e letteratura, in particolare sull’opera di Cesare Zavattini. Ha scritto “Miracolo a Milano. Storia e preistoria di un film”, ed. Le Mani, 2000. È redattrice della rivista “Cabiria – Studi di cinema”. Tra i vari saggi, si ricorda la monografia: “Ignazio di Loyola di Robert Bresson. Cronaca di un film mai nato”.

Il film – India: Matri Bhumi (Italia-Francia/1959) di Roberto Rossellini; sceneggiatura: Roberto Rossellini, Sonali Senroy Das Gupta, Fereydoun Hoveyda. Interpreti: tutti non professionisti scelti sui luoghi dell’azione. Tornato a un tipo di narrazione a episodi, Rossellini descrive il suo incontro con l’India: un paese sospeso fra tradizione e modernità e dalle culture millenarie. Come già era stato per Paisà il film si articola attorno ad una serie di blocchi narrativi, ognuno legato a un tema principale. Gli episodi che vediamo susseguirsi sono quattro: per primo troviamo quello del conducente di elefanti che si sposa, segue quello del tecnico che ha lavorato per sette anni alla costruzione della diga di Irakud, quello del vecchio contadino che vive una vita contemplativa e salva una tigre e, per ultimo, quello dell’uomo con la scimmietta, che morto nel deserto sotto il sole ardente, abbandona la sua compagna di lavoro. “Il vero titolo è India, matri bhumi, che vuol dire l’humus della terra. È un film che ho fatto davvero sperimentalmente, potrei dire. Ho cercato di mettere su pellicola ciò che pensavo in maniera forse teorica. È un’inchiesta il più possibile approfondita, sia pure nei limiti di un film, su un paese, su un paese nuovo come l’India, che ha ritrovato la sua libertà, che è uscito dal colonialismo. È un film che amo molto perché, come ho detto, è qui che ho cercato di fare un tentativo di rinnovamento nel campo della conoscenza, dell’informazione: un’informazione che non sia strettamente scientifica o statistica ma che sia anche una certa documentazione dei sentimenti e del modo di comportarsi degli uomini”. (Roberto Rossellini)
Restaurato da Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale, Coproduction Office e Cinecittà Luce nell’ambito del Progetto Rossellini