Mese Jazz a Livorno, Herbie Hancock ringrazia gli organizzatori. E il musicista Andrea Pellegrini stimola la città per una musica di alto livello

Un riconoscimento importante per il Comitato Unseco Jazz Day Livorno. Dopo un ringraziamento ufficiale giunto da parte del prestigioso Thelonious Monk Institute of Jazz, è la volta di Herbie Hancock (Herbert Jeffrey “Herbie” Hancock) grande compositore, tastierista e attore statunitense jazz, fusion e funk in persona che, in una lettera giunta in questi giorni, via e mail, al musicista e compositore Andrea Pellegrini, in cui lo ringrazia e ringrazia il Comitato Unesco Jazz Day Livorno per l’organizzazione del Mese del Jazz dell’aprile 2017.

Il Comitato annovera, oltre al promotore Andrea Pellegrini, Alessio Carnemolla, musicista e promoter già direttore del Teatro delle Commedie, Chiara Carboni, architetto, promoter e grafico, il giornalista e autore Maurizio Mini, Lauro Lubrano, presidente dello storico Jazz Club Livorno, e Massimo Zocchi presidente della Banda Città di Livorno. Per il mese del Jazz, realizzato sotto l’alto patrocinio della Commissione Italiana per l’Unesco, il Comitato si avvale della collaborazione di Clap Eventi e del Club Unesco per Livorno.

Le iniziative del Mese del Jazz quest’anno erano organizzate in memoria del musicista Alberto Granucci, membro attivissimo del Comitato, scomparso prematuramente. Livorno, città grazie alla quale l’Italia ha conosciuto la Unesco Jazz Day, si conferma una delle città che hanno promosso più eventi in occasione della giornata del Jazz nel nome della fratellanza, dell’internazionalismo, del superamento di ogni barriera, nel sostegno allo stile musicale più fecondo del XX secolo, secondo gli stimoli contenuti nei documenti Unesco. “Il Comitato vuole condividere questa soddisfazione con la città e con i soggetti promotori degli eventi: da Zucchero Nero a DOC, dal Kedaikopi alla Deriva, dalla Pasticceria Magrì al Chioschino di Villa Fabbricotti, dal Museo di Storia Naturale al Nuovo Teatro delle Commedie (con noi dalla prima edizione), da Sketch alla libreria Belforte, dal Club Unesco per Livorno al piccolo e prezioso teatro Florenskij, le Edizioni Erasmo. Soprattutto grazie a tutti i musicisti coinvolti e alla Banda Città di Livorno, ormai rinata e pronta a dare a questa città il suono di cui ha bisogno per sopravvivere” dice Andrea Pellegrini. “Il successo si deve anche ai soggetti aderenti alle scorse edizioni. Noi non dimentichiamo che ogni mattone si poggia su mattoni precedenti: dalla Galleria d’Arte Ottocento a Il Melograno, dalla casa editrice Erasmo alla Banchisa di Rosignano e alla prestigiosa Casa natale di Modigliani. Ricordo che chiunque, in qualsiasi momento, può aderire alle nostre iniziative”.

“Livorno – prosegue Pellegrini – deve scegliere una volta per tutte quale tipo di città vuole essere. Ricca di contraddizioni, deve scegliere tra la musica di qualità e la caciara, fra la feroce volgarità che spesso la contraddistingue e il sogno dei Medici: proprio quel sogno da cui, come dicono le più recenti scoperte storiografiche, nacque quell’America che oggi ci ringrazia. Questi segnali vanno colti, e subito, senza farsi distrarre dal nulla camuffato da qualcosa, come sempre accade a Livorno”.
Andrea Pellegrini auspica un maggiore sostegno da parte del Comune, del Teatro Goldoni e dell’Istituto Mascagni, come detto in un recente incontro avvenuto tra il Comitato e la vicesindaco Stella Sorgente, e una maggiore ‘scesa in campo’ da parte dei musicisti locali. “Livorno – conclude Pellegrini – è l’unica città toscana da decenni senza un decente festival Jazz. Questo è gravissimo, nel terzo millennio”.