
“Maledetta Toscana”, viaggio cantato e una domanda: ma i toscani sono comici? A Casale Marittimo con Igor Vazzaz
Igor Vazzaz racconta, in musica e parole, un originale viaggio cantato per motti e indoli nella regione più amata (e odiata) d’Italia. Lo fa, nello spettacolo “Maledetta Toscana”. In programma giovedì 17 agosto 2017 alle 21,30 in Piazza del Popolo a Casale Marittimo. All’interno del festival teatral – gastronomico “Utopia del Buongusto”.
Di e con Igor Vazzaz, cantantautore, didatta e critico teatrale e fondatore della rivista “Lo sguardo di Arlecchino”. Con le musiche dal vivo del gruppo La Serpe d’Oro. Formato (nella foto grande sopra il titolo), oltre che da Vazzaz (voce, chitarre, ghironda, armonica), da Francesco Amadio (mandolino, violino, voce), Jacopo Popi Crezzini (contrabbasso, banjo, voce) e Luca Mercurio (fisarmonica, chitarra, voce). Letture da Cecco Angiolieri a Dante Alighieri e oltre. Il tutto con la supervisione di Giacomo Verde. Alle 19 “Aperitivo con il libro”: Igor Vazzaz presenta “Cioni Mario… di Benigni-Bertolucci per Roberto Benigni” (Pisa, Ets 2017).
Eccezionalmente lo spettacolo è ad ingresso gratuito. Alle 20 cena presso i ristoranti: La Pergola, Dosaggio Zero, Taverna Via di Mezzo ad euro 15,00. Informazioni e prenotazioni al 3280625881 e al 3203667354. Programma completo su www.guasconeteatro.it. Da non perdere il bellissimo paese e le colline adiacenti il mare.
Lo spettacolo si pone una domanda: comici i toscani? La risposta: mica tanto. Strano a dirsi, ma simpatici, i toscani, non son mai stati. Eppure, l’umorismo toscano esiste da secoli e attraversa poesia, letteratura, musica e canzoni dove gusto per il paradosso, la fierezza, l’orgoglio, il senso della sfida e quello spirito scuro, cattivo e inesorabile che non si ferma davanti a niente, neppure alla morte.
Viaggiar tra terre e storie di Toscana, attraverso i sonetti delle tenzoni tra Forese, Dante e Cecco, le ottavine dei bernescanti e, soprattutto, le canzoni popolane e popolari proposte con un’esecuzione coinvolgente, aperta, fondendo il piacere di un concerto a quello di una sorta di sorprendente e divertentissima divagazione letteraria, può costituire un’autentica scoperta sia per gli stessi toscani, che rischiano di non rammentarsi più da dove provengano, sia, soprattutto, per i non toscani, che spesso han bisogno d’un manuale di sopravvivenza per quella che resta una delle più belle, affascinanti e maledette terre d’Italia.