
L’Orchestra del Teatro Carlo felice di Genova con la direzione di Marco Angius in concerto nella Cattedrale di Tortona per l’anniversario di Lorenzo Perosi. Il 14 settembre alle ore 21
Giovedì 14 settembre 2021 alle ore 21.00 le note della Suite n.3 Firenze e del Tema variato di Lorenzo Perosi (Tortona, 21 dicembre 1872 – Roma, 12 ottobre 1956) – parte di una produzione sinfonica e cameristica vasta e ancora per lo più sconosciuta – assieme a una pagina sinfonica di Goffredo Petrassi risuoneranno nell’esecuzione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Marco Angius (sopra il titolo, ph. Silvia Lelli) all’interno della Cattedrale di Tortona, in occasione del Concerto dell’anniversario di Lorenzo Perosi, appuntamento centrale del Perosi Festival 2021.
Il concerto si iscrive in una collaborazione tra la Fondazione Teatro Carlo Felice e il festival dedicato alla valorizzazione del lascito musicale del presbitero, compositore e direttore di coro italiano, tra i musicisti della generazione di fine Ottocento più meritevoli di una riscoperta piena e informata. “Una iniziativa, spiega il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi, i cui contenuti confluiscono nel progetto di valorizzazione del repertorio musicale della “generazione dell’Ottanta” e del Novecento italiano, con particolare attenzione alla tradizione strumentale, che il Teatro Carlo Felice sviluppa in una prospettiva pluriennale”.
Quello di Perosi – si legge nel saggio introduttivo al concerto – resta un “caso aperto”: alla Biblioteca Apostolica Vaticana e presso Ricordi giace un lascito cameristico e sinfonico ignorato fino a poco tempo fa, in attesa di riordino. Le pagine perosiane inserite nel programma della serata sono rivelatrici di quella parte della sua produzione musicale che, forse per un senso di coerenza interiore, Don Lorenzo Perosi lasciò crescere all’ombra della sua vocazione pastorale, che spiega in parte il suo timore di non essere stato capace di seguire il “movimento moderno”.
Messo da parte il suo scrivere sacro perché ritenuto troppo ardito, Perosi si avvicina alla musica strumentale, studiando la tradizione tedesca di Mahler, Bruchner, Wagner e Liszt, e giunge alla consapevolezza di un magistero tecnico che sfocia nella composizione di poemi, suite, concerti per strumenti solisti che rivelano chiaramente la sua attrazione per il sinfonismo di Martucci Mascagni, Bernardino Molinari (a loro volta, ammiratori di Perosi).
Il Tema variato per orchestra dedicato “All’amico Arturo Toscanini” fu scritto nel 1901 e pubblicato a Lipsia nel 1903 con la chiusura a stampa della composizione con la dicitura Roma 1903. La prima esecuzione del componimento si fa risalire al 1 febbraio 1903, con l’orchestra della Regia Accademia di Santa Cecilia diretta da Giuseppe Martucci. Come per gli oratori, utilizzerà nel Tema variato un organico prettamente sinfonico poderoso. L’entrata è solenne affidata agli ottoni con un primo tempo di Adagio, dove mantiene spunti di religiosità legati insieme alla sua concezione del dramma, di tipo sociale, comunitario. Alla fine del tema, appare la prima di quattro variazioni, dove gli archi creano un sottofondo fluttuante, sui quali si appoggiano i legni che riproducono il tema.
La Suite per orchestra n.3 “Firenze”, parte di un ciclo che Perosi progettò intorno al 1906 seguendo l’idea di dedicare composizioni sinfoniche ad alcune città italiane, legate alle sue esperienze musicali e di vita. Scrisse quindi le suite Roma, Venezia, Firenze, Messina, Tortona, Milano, Torino, Genova, forse Napoli (incompiuta). La conclusione di questo ciclo era la decima suite, intitolata Italia. Definite dall’autore suite, queste opere dispiegano un’ampiezza e denotano ambizioni maggiori, forse di carattere sinfonico. Terza in ordine cronologico Firenze è stata composta nel 1908 a Roma.
Tra le due opere perosiane, la trascrizione per orchestra d’archi di Adriana Azzaretti del Concerto n.2 per orchestra di Goffredo Petrassi, scritto nel 1951, si colloca tra altri concerti dedicati alla compagine sinfonica composti da Petrassi lungo il corso del decennio, tutti diversi tra loro per forma e per organico. Questi lavori rappresentano un prezioso laboratorio di ricerca. I più svariati processi compositivi, dall’atematismo alla tecnica seriale, dalla variazione continua alla flessibilità metrica, vengono messi al servizio di una straordinaria espressività musicale. La ricerca dei Concerti prosegue poi nel decennio successivo con il n. 7 del 1964 e il n.8 del 1970-72, commissionato dalla Chicago Symphony Orchestra e dedicato a Carlo Maria Giulini, che lo ha diretto per la prima volta.
PROGRAMMA
Lorenzo Perosi (1872-1956)
Tema variato
Dedicato ad Arturo Toscanini
Goffredo Petrassi (1904-2003)
Secondo concerto per orchestra
Trascrizione per orchestra d’archi di Adriana Azzaretti
I. Calmo e sereno – Molto mosso, con vivacità
II. Allegretto tranquillo
III. Molto calmo, quasi adagio
IV. Presto
Lorenzo Perosi
Suite per orchestra n° 3 “Firenze”
I. Vivo
II. Adagio
BIOGRAFIE
Marco Angius ha diretto Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra del Teatro La Fenice, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, le orchestre del Teatro Comunale di Bologna , Teatro Regio di Torino, Teatro Lirico di Cagliari , Teatro Massimo di Palermo, Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, I Poleriggi Musicali, Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestre de Chambre de Lausanne, Orchestre Symphonique et Lyrique de Nancy, Orchestre Nationale de Lorraine, I Pomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuisi di Amsterdam, Slovenske Filharmonije di Ljubljana. Invitato al Festival George Enescu ha diretto il concerto per violino di Max Richter.
Nel 2018 ha inaugurato la stagione lirica del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e nel 2016 quella del Teatro La Fenice con Aquagranda di Filippo Perocco (Premio Abbiati 2017); nello stesso anno ha aperto la Biennale Musica di Venezia con Inori di Stockhausen. Al Teatro Regio di Torino ha diretto Káťa Kabanová di Janáček , al Teatro Regio di Parma ha realizzato una nuova produzione di Prometeo di Luigi Nono; al Teatro Comunale di Bologna ha diretto Medeamaterial di Dusapin (Premio Abbiati 2018), Il suono giallo di Alessandro Solbiati (Premio Abbiati 2016), Jakob Lenz di Wolfgang Rihm, Don Perlimplin di Bruno Maderna e Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino con la regia di Jurgen Flimm. Al Teatro Lirico di Cagliari ha diretto Sancta Susanna di Hindemith e Cavalleria Rusticana di Mascagni. Altre importanti produzioni sono state Aspern di Sciarrino al Teatro La Fenice, La volpe astuta di Janáček all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (dove è stato assistente di Pappano per la registrazione di Guillaume Tell di Rossini), L’Italia del destino di Luca Mosca e La metamorfosi di Silvia Colasanti al Maggio Musicale Fiorentino.
Già direttore principale dell’Ensemble Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala, dal 2015 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto.
Nel 2020 gli è stato conferito il titolo di Commendatore dell’ Ordine al Merito della Repubblica Italiana .
Tra le registrazioni discografiche Die Kunst der Fuge di Bach, Abyss di Donatoni, Manhattan bridge di Traversa (Neos), Noise di Adamek (Wergo), Altri volti e nuovi di Sciarrino (per Decca), Nono (Risonanze erranti e Prometeo), Schönberg (Pierrot lunaire), Evangelisti (Die Schachtel), Battistelli (L’imbalsamatore), di Sciarrino ha inciso per Stradivarius Luci mie traditrici, Le stagioni artificiali, Studi per l’intonazione del mare, Cantare con silenzio. Nel 2007 ha ottenuto il Premio Amadeus per Mixtim di Ivan Fedele, compositore di cui ha inciso tutta l’opera per violino e orchestra. Oltre a numerosi scritti e saggi, Marco Angius ha pubblicato Come avvicinare il silenzio (Rai Eri, 2007) e Del suono estremo (Aracne, 2014)