L’estate scivola via ed ecco le “Dimore d’autunno”. Da Castiglioncello a Poggio Pelato, inseguendo Ovidio, le donne randagie e le lucciole. Per attori e spettatori itineranti

 

Metamorfosi_008Le Dimore d’autunno Sono una delle tappe del programma annuale di Armunia, quello che lega l’estate all’inverno, attraverso residenze, prove aperte al pubblico, incontri, laboratori e iniziative che offrono la possibilità di conoscere artisti in una condizione diversa dal palcoscenico. Da settembre, rallentando dopo l’euforia dell’estate, performance e letture in luoghi che diventano ispirazione e chiamano a raccolta artisti e pubblico.

Tornano i “sentieri teatrali” di Armunia: una proposta che vuole integrare natura, arte e movimento aggiungendo allo spettacolo del tramonto, quello del teatro. Sul crinale tra la montagna e il mare ci sono luoghi ideali per immaginare e questo progetto sperimentato lo scorso anno con grande successo da Armunia, prevede per questa nuova edizione due appuntamenti.

ila sirena

Il primo appuntamento è venerdì 7 settembre 2018 con ritrovo e partenza in Strada Vicinale delle Spianate alle ore 16.00, per giungere a Poggio Pelato alle ore 17.15 dove andrà in scena Metamomorfosi Elegia per donne randagie, scritto e interpretato da Alessandra Cristiani e Ilaria Drago (foto a lato e sopra a sinistra) con Andrea Peracchi, Francesca Bini e Pier Giuseppe di Tanno. Con le musiche di Gianluca Misiti e le luci di Max Mugnai. Il tutto in occasione del bimillenario della morte di Ovidio, del quale Ilaria Drago e Alessandra Cristiani portano in scena alcuni episodi tratti dalle sue Metamorfosi utilizzando una riscrittura contemporanea (dai testi alle coreografie) che si avvale del lavoro ventennale di una ricerca poetica e visionaria sempre attenta all’indagare ogni sfumatura dell’animo umano. 

Il secondo appuntamento sarà invece domenica 9 settembre (ritrovo alle 16,30 nel medesimo luogo, con rientro previsto per le 19,30) con Roberto Latini (foto sopra il titolo) e il suo reading dalle poesie di Mariangela Gualtieri dal titolo La delicatezza del poco e del niente. “Il privilegio di essere ammesso a queste poesie nasce in un giorno d’estate di alcuni anni fa, in cui ero con Mariangela Gualtieri in una passeggiata al suo campo della poesia – racconta Latini – Verso sera, rientrando, intorno alle nostre chiacchiere sono apparse le lucciole che non vedevo da anni. Ogni volta che mi capita da allora, penso a lei e ai suoi versi. La delicatezza del poco e del niente è un titolo che ha scelto Mariangela, dopo aver lasciato scegliere a me le poesie da: Ossicine, Voci tempestate, Sermone ai cuccioli della mia specie, Sodare ferite perfette, Fuoco centrale, Paesaggio con fratello rotto. Alcune delle più belle confidenze della meravigliosa poetessa cesenate, in una serata per voce e musica. Un concerto poetico di parole lucciole e tenerezze e incanti e quella capacità che hanno i poeti di stare nei silenzi intorno alle parole.”

Tra i due spettacoli per “spettatori itineranti” sabato 8 settembre alle 17, alla Limonaia di Castello Pasquini, Attilio Scarpellini coordinerà la conversazione con il poeta Marcello Sambati e con Carla Romana Antolini, curatrice del volume dedicato a Sambati dal titolo Margine e meraviglia La scena corporea di Marcello Sambati. Marcello Sambati è un raffinatissimo poeta e l’importanza del suo teatro risiede negli accadimenti che ripropongono, in scena, la condizione esperienziale e iconica dell’arte.