IN PALCOSCENICO. “Amarti, che fatica!” con Valentina Banci in Versiliana e al Teatro Studio di Scandicci (il 21 e 22 luglio). “Grandi discorsi” e le voci del ‘900 con Renata Palminiello a Pistoia il 21 e 22 , poi a Lucca (il 23) e a Cecina (il 28). Paolo Migone “Toscanacci-o” (il 22) alla Villa Comunale di Bientina

ALLA VERSILIANA E AL TEATRO STUDIO DI SCANDICCI “AMARTI, CHE FATICA!”

Se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle
(Anonimo)
Non puoi scoprire nuovi oceani fino a quando
non hai il coraggio di perdere di vista la spiaggia
(Anonimo)


Per un essere umano cambiare è un’impresa difficoltosa. Se l’essere umano poi è un uomo, allora si può gridare direttamente al miracolo!

Nuova produzione del Teatro delle Donne, “Amarti, che fatica!” è lo spettacolo scritto e diretto da Andrea Muzzi e interpretato da Valentina Banci, presentato in anteprima mercoledì 21 luglio al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lucca – ore 21,30 – ingresso libero) e giovedì 22 luglio al Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci (Firenze – ore 21,30 – biglietto 7 euro – prenotazioni tel. 055.2776393 / teatro.donne@libero.itwww.teatrodelledonne.com).

Valentina Banci

 

Gli uomini non cambiano per pigrizia o perché semplicemente si piacciono così come sono, anche con i loro difetti. Anzi, soprattutto per i loro difetti. Gli uomini sono conservatori, anche quelli più rivoluzionari.

Simona lo sa per esperienza diretta. Lei ha una relazione travagliata con un narcisista patologico, un uomo che al di là dell’IO fatica a vedere qualcos’altro. E se lo vede non è interessante quanto lui. Simona spera di cambiarlo, ci prova con tutta se’ stessa, spinta da un amore “tossico” che la tiene legata all’uomo sbagliato. Risultato: delusione dopo delusione!

Lui non cambia. E allora? Per uscire dalla palude in cui è caduta non le resta che cambiare lei. C’è chi cambia aprendo una nuova porta, lei lo fa chiudendone una per sempre. Facile da dirsi, difficile da farsi.

Lo spettacolo è un monologo introspettivo che attraversa con divertimento gli stati d’animo dell’abbandono; la speranza, la rabbia e la paura. È uno spettacolo che grazie alla testimonianza della vittima, Simona, fotografa una categoria di persone che ti legano saldamente alla sofferenza, i narcisisti patologici!

Valentina Banci – In teatro lavora tra gli altri con Leo de Berardinis, Giancarlo Cobelli, Pierluigi Pieralli, J.S. Sinisterra, Paolo Magelli, Massimo Castri, Valerio Binasco, Roberto Latini. Prende parte a numerose serie TV tra cui I delitti del bar lume, La squadra, Ricomincio da me, Una donna per amico.
Andrea Muzzi – Per il cinema ha scritto e diretto tre lungometraggi, l’ultimo dei quali è tratto da un suo spettacolo; All’Alba perderò. Il suo secondo film, Basta poco, è stato premiato al festival del cinema giovane come miglior commedia dell’anno. Sempre come autore ha scritto Lobagge, andato in onda per 2 stagioni sul canale Mediaset Iris e premiato al Roma web festival nel 2018. Per il teatro, dopo una lunga collaborazione con Alessandro Benvenuti, ha all’attivo diversi lavori come autore.

IL TEATRO DELLE DONNE – Con le sue produzioni ha spesso affrontato il tema della violenza contro le donne. In uno dei suoi recenti articoli (Le donne e l’uomo mascherato – La Repubblica 25.02.2021) Natalia Aspesi, dopo aver amaramente constatato il numero dei casi di femminicidio da gennaio 2021, ha invitato le donne a non aspettare che siano le forze dell’ordine o la magistratura a difenderle, ma ad iniziare a riconoscere i narcisisti patologici e ad allontanarsi da loro prima che diventino violenti.

IL TEATRO DELLE DONNE – Centro Nazionale di Drammaturgia
Sede legale: via A. Canova, 100/2 – 50142 Firenze
Uffici: via Baccio da Montelupo, 101 – 50142 Firenze – tel. e fax 0552776393
Sede operativa: Teatro Studio “Mila Pieralli” – via G. Donizetti, 58 – 50018 Scandicci (FI)
teatro.donne@libero.itwww.teatrodelledonne.com

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GRANDI DISCORSI. UN PROGETTO PER LA CITTÀ E PER LA SCUOLA: A PISTOIA, LUCCA E CECINA

Come si portano le parole degli altri quando questi altri sono persone e non personaggi? Si deve essere interpreti o testimoni? Che diritto mi prendo per usare quelle parole pericolose? Devo assomigliare a lui, lui che parlando ha rischiato, ha lottato, ha perso, a volte? “  Questi gli interrogativi da cui Renata Palminiello, artista di profonda sensibilità e ‘di casa’ presso l’Associazione Teatrale Pistoiese (ricordiamo “La Tragedia di Riccardo” e “Risveglio di Primavera”), è partita per dare vita ala produzione dell‘Associazione Teatrale Pistoiese, Grandi discorsi. Un progetto per la città e per la scuola, in programma mercoledì 21 e giovedì 22 luglio 2021 (ore 21.15) alla Fortezza Santa Barbara di Pistoia nell’ambito del cartellone estivo “Spazi aperti”. Con Renata Palminiello, nel progetto, anche Maria Pasello Bacci, Carolina Cangini, Stefano Donzelli, Marcella Faraci, Massimo Grigò, Sena Lippi, Elena Meoni, Mariano Nieddu
Lo spettacolo sarà anche a Lucca (23 luglio, Piazza del Giglio) e a Cecina (28 luglio, Arena Teatro).
“Con Grandi Discorsi – aggiunge Sena Lippi – abbiamo scelto di assumere la scomoda posizione di chi si espone in pubblica piazza nel tentativo, sempre rischioso, di farsi portavoce di qualcosa di più grande di sé. Per questa prima fase di uscita del progetto abbiamo scelto di ridare corpo ad alcune voci del ‘900 che hanno segnato in modo indelebile la Storia mondiale dell’Umanità: da Paolo Borsellino a Emmeline Pankhurst, da Virginia Woolf a Bianca Bianchi, Piero Calamandrei, da Martin Luther King Jr a Harvey Milk e Iqbal Masih. Voci che hanno fatto la Storia a discapito della loro stessa storia. Voci che per la Vita e i suoi Princìpi hanno messo a rischio la loro stessa vita. Per un inno alla Memoria e alla potenza della Parola, alla sua capacità di volare oltre i secoli e farsi opera carnale in grado di trasformare, salvare, uccidere.”

Ecco l’elencodei “Grandi discorsi” Emmeline Pankhurst, “Libertà o morte” (discorso della suffragetta inglese nel 1913 davanti al pubblico americano); Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé”, conferenza a un gruppo di studentesse, 1928; Bianca BianchI, “Discorso sulla scuola” all’Assemblea Costituente, 1946; Piero Calamandrei, “Discorso sulla costituzione”, 1955, di fronte a una platea di giovani universitari e delle scuole superiori; Martin Luther King Jr, “Discorso per la marcia su Washington”, 1963, comunemente ricordato come “I have a dream”; Harvey Milk, primo deputato eletto dichiaratamente gay, “Discorso della speranza”, 1978; Paolo Borsellino, “Discorso in ricordo di Falcone”, 1992; Iqbal Masih, Bambino operaio e attivista pakistano, “Discorso a Boston”, 1995.

Come si portano le parole degli altri quando questi altri sono persone e non personaggi?

Si deve essere interpreti o testimoni?

Che diritto mi prendo per usare quelle parole pericolose?

Devo assomigliare a lui, lui che parlando ha rischiato, ha lottato, ha perso a volte?

Gli devo assomigliare per sesso, per colore della pelle, per età?

Cosa devo portare oltre alle parole? Quale conoscenza?

Che rapporto avrò con chi ascolta?

Cercherò la stessa relazione che aveva cercato chi queste parole ha pronunciato per primo,

oppure quella dell’oggi, di me che parlo ora senza sapere se chi ascolta è d’accordo?

E io, per dirle queste parole, le devo condividere?

(Renata Palminiello)

 

SPAZI APERTI è promosso e realizzato da Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale, con il fondamentale sostegno dei due principali soci ATP, Comune di Pistoia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana e di Far.com, Unicoop Firenze e Toscana Energia, partner istituzionali di tutta l’attività, in collaborazione con la Direzione regionale Musei della Toscana e Villa Stonorov – Fondazione Vivarelli.
 

Biglietti: 15,00 intero 10,00 ridotto (Riduzioni previste per Over 65, Under30, possessori della Carta Fedeltà Far.com, soci Unicoop Firenze, abbonati delle stagioni ATP 2019/2020 (prosa, sinfonica e cameristica), iscritti alla Scuola di Musica e Danza “T. Mabellini”, tesserati il Funaro, iscritti FAI, Cral, Associazione culturali convenzionate con l’Associazione Teatrale Pistoiese.

Prevendita: Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 (orario: dal martedì al venerdì ore 16/19; sabato ore 11/13) e on line su www.bigliettoveloce.it e su www.teatridipistoia.it.

La capienza massima e le modalità di ingresso del pubblico rispetteranno le vigenti normative Covid-19, con biglietti nominativi e non cedibili, misurazione della temperatura, igienizzazione delle mani, distanziamento e mantenimento della mascherina (chirurgica o FFP2) per tutta la durata del concerto.

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PAOLO MIGONE A UTOPIA DL BUONGUSTO

Con Paolo Migone e la sua sagacia, ecco un ospite d’eccezione al festival di cene e teatro Utopia del Buongusto, a cura di Guascone Teatro, per la direzione artistica di Andrea Kaemmerle.

Paolo Migone

Giovedì 22 luglio 2021 alle 21,30, nella Villa Comunale a Bientina (Pisa), Guascone Teatro presenta lo spettacolo comico «Toscanacci-o» – Allenamenti per la salvaguardia dell’ironia. Oltre a Paolo Migone, sul palcoscenico ci saranno anche, Emiliano Benassai (fisarmonica), Valentina Grigò, Adelaide Vitolo, Irene Rametta e Marco Fiorentini.

Cena alle 20,00 presso la pasticceria Cavallini ad euro 15 che propone anche la cena Dinner Box ad ero 12. Ovvero, si prenota la dinner box, si porta un plaid e si va a mangiare nel parco della villa. Eccezionalmente lo spettacolo è ad ingresso gratuito. Informazioni e prenotazioni al 3280625881 o al 3203667354. Da non perdere: il vivace centro storico di Bientina con le sue vetrine.

Lo spettacolo – Non ha bisogno di presentazione il mitico Paolo Migone, grande amico di Guascone, fiore all’occhiello della comicità toscana e italiana. In questa serata, Paolo Migone presenta il frutto di un percorso artistico e umano compiuto in un arco di trent’ anni. Uno spettacolo suggestivo e dai forti picchi emotivi che ogni volta con gag sempre diverse catapulta il pubblico nell’olimpo della comicità: come non ricordare la domenica all’IKEA o la festa del carnevale? Da rivedere 10.000 volte come un film di Totò e De Filippo. A condire di ulteriori birbanterie lo spettacolo, in un clima di grande festa, tre allegre cantanti accompagnate da un fidato e bravissimo fisarmonicista e l’incursione fulminante di un personaggio fortemente toscano quanto tonto.