Entra nel vivo la XXIV edizione della rassegna Collinarea. Mercoledì 20 luglio al Castello dei Vicari di Lari prima assoluta di “La parola ai giurati”. Il 21 a Pomaia c’è Bobo Rondelli, cantautore, poeta e performer

Entra nel vivo la XXIV edizione della rassegna Collinarea che quest’anno ha lanciato il primo “Festival del Suono” a cura del sound designer Mirco Mencacci.

Conclusa la sezione dedicata al suono, da mercoledì 20 luglio il festival ideato e curato da Loris Seghizzi prosegue sulla scia del lavoro di reinvenzione dei formati e di relazione con il territorio che da sempre caratterizzano  la rassegna, con un programma che reinterpreta il legame ideale con i luoghi seguendo due filoni tematici: quello della “memoria” e quello “delle nuove generazioni”, presentando le più interessanti espressioni artistiche del territorio, per contribuire all’affermazione di Collinarea festival del suono come luogo privilegiato di sperimentazione.

Su questa scia, nella seconda parte del festival sono molte le compagnie e gli artisti toscani che debuttano con progetti inediti. Tra le compagnie presenti, Scenica Frammenti, che cura anche la direzione artistica di Collinarea festival del suono, e le Compagnie Lab SF, Zorba Officine Creative, Debora La Mantia, Mo-wan Teatro e molte altre.

Si comincia il 20 luglio al Castello dei Vicari di Lari con la prima assoluta di Parola ai giurati, pièce della Compagnia Lab SF, nata dal progetto di formazione under 99, e tratta dall’omonimo film di Sidney Lumet del 1957. Lo spettacolo è preceduto dalla performance-concerto Piano solo corpo solo della danzatrice Claudia Caldarano, con il pianista Simone Graziano.

Dal 21 al 24 luglio Collinarea festival del suono si sposta nel verde del borgo di Santa Luce, che si prepara per la prima volta ad accogliere il festival e i suoi artisti per seguire il percorso già intrapreso con Lari, diventato in questi anni una meta di turismo di alta qualità.

Apre il palco di Pomaia, il 21 luglio alla Pista dei Pini, un artista molto amato non soltanto dal pubblico toscano, il cantautore, poeta, attore e performer livornese Bobo Rondelli (foto sopra il titolo) a Collinarea festival del Suono con due spettacoli: Osteria del Tempo Perso, una carrellata di personaggi vecchi e nuovi, imitazioni e brani tratti dal suo repertorio e Beatles For Fables, un nuovo progetto dedicato ai Beatles, sviluppato con gli amici e colleghi, Eros Carpita e Loris Seghizzi, e con il pianoforte di Marco Sfrecola, alla ricerca di un “contatto” e vicinanza con lo spettatore e di uno spazio condivisibile, senza barriere, in un luogo immerso nella natura, per riportare anche i bambini a leggere le favole, in scena a Santa Luce il 22 luglio. Tra gli artisti più interessanti in programma c’è Andrea Cavarra, mascheraio, regista, attore e scenografo, e direttore artistico di Zorba Officine Creative. Tra i maggiori esperti della ricerca teatrale sulla maschera Cavarra è il protagonista de Il Mascheraio, un vero e proprio atelier di costruzione di maschere teatrali per far conoscere al pubblico questa antica arte e di teNero, in programma il 22 luglio, un racconto circense scritto e interpretato insieme a Michela Lo Preiato e messo in scena tra trampoli, fuoco, fachirismo, canto, danza, acrobatica aerea.

Al cuore del programma di Collinarea festival del suono 2022 c’è sicuramente la grande tragedia riletta in chiave contemporanea come in Iago – A Rock Tragicomedy, il 23 luglio a Santa Luce; una reinterpretazione rockeggiante di Loris Seghizzi dell’Otello di William Shakespeare. R&G Romeo e Giulietta – La lacrimosa storia, il 24 luglio, una rilettura fatta da Loris Seghizzi e Marco Mencacci, della storica parodia di “Romeo e Giulietta” di Franco Seghizzi, messa in scena per la prima volta nel 1964 e rappresentata per anni dalla famiglia teatrale. Cinema, musica ed animazione sono di ispirazione a questo spettacolo che trasforma uno dei drammi più amati della storia in un esilarante evento dal sapore di avanspettacolo.

Dal 25 luglio al via gli spettacoli dedicati a Memoria e territorio come Young inArea, progetto della Compagnia Lab under 22, un laboratorio permanente formativo curato da Scenica Frammenti e Sartoria Caronte, attivo a Lari sin dal 2008; e il progetto Lab SF under 15 in Solisproloqui il 26 luglio. Alla Memoria di Lari sono invece dedicate la lettura teatrale del testo di Renzo Sabatini, interpretato da Paolo Maddonni, Il Partigiano di Cevoli, che racconta l’esperienza nella resistenza di Aladino Sabatini, larigiano, classe 1920, che ha partecipato alla liberazione di Firenze, e il Concerto del Duocameristico Sabatini-Rugani formato dai nipoti del partigiano Sabatini, Daniele Sabatini al violino, Marco Sabatini alla viola insieme a Simone Rugani al pianoforte, in un concerto in ricordo del nonno partigiano.

Ancora musica il 29 luglio con Michel Godard, uno dei pochissimi solisti di tuba e probabilmente l’unico solista di serpentone che imbraccia per la prima volta nel 1979. Questo strumento, che nasce come il basso della famiglia dei cornetti, non aveva mai goduto di un repertorio solistico. Godard, dimenticato il suo enorme talento tecnico, vi esegue un repertorio che va dalla musica del XVI secolo al jazz ed alla musicaimprovvisata.

Si chiude in bellezza il 30 e 31 luglio a Lari con Atroce Favola, l’evento speciale di Collinarea Festival del Suono 2022.

Lo spettacolo in prima assoluta, scritto e diretto da Loris Seghizzi, è una rilettura in chiave contemporanea della celebre Madama Butterfly di Puccini, destrutturato nella forma e nello spazio, mescolando l’opera lirica con altri linguaggi artistici e dislocando la scena su due diversi palcoscenici grazie all’utilizzo di Connessioni©, l’infrastruttura di cui Sartoria Caronte, Società che organizza il festival, è proprietaria e attraverso la quale è stato cablato l’itero borgo di Lari.

Un unico grande spettacolo che vive tra due palcoscenici a cielo aperto: la splendida piazza Matteotti, che sarà il porto di Nagasaki, con le persone, i suoni, gli odori e la cucina tradizionale giapponese (curata da MAD Livorno) e il suggestivo Giardino municipale, la casa di Butterfly, tra i suoni dell’orchestra, il profumo degli incensi e il bel canto. Entrambe le location saranno appositamente dotate di un sistema audio immersivo e di una scenografia allestita per permettere proiezioni ad alta qualità in video mapping. La regia video si troverà all’interno del Teatro comunale, il mixaggio e la registrazione del suono invece avverranno allo studio SAM, così, proprio come in uno studio televisivo o in un set cinematografico, sfruttando la tecnologia della fibra ottica, l’esperienza verrà tradotta in suono e immagini che accompagneranno la componente “viva” della scena, interpretata da una compagnia di 80 artisti, tra attori, cantanti e musicisti e l’orchestra.

Sullo sfondo delle scenografie naturali del “Borgo del Suono”, la tragedia, tra il reale e il virtuale, della geisha sedotta, abbandonata e suicida, narrata da un nonno a un coro teatrale di bambini e adulti, formato nel Festival attraverso un apposito laboratorio di “drammaturgia in movimento”, condotto dal premio Ubu 2021 Manuela Lo Sicco. Una storia universale che affronta i grandi temi della discriminazione culturale e di genere e dell’abuso del potere, parlando anche ai più giovani utilizzando il linguaggio che più appartiene loro, quello immediato del video e della tecnologia, misto all’opera, il bel canto e la musica punk-rock dei CCCP, CSI e PGR. L’ambientazione dello spettacolo è curata nei minimi dettagli, ad evocare il periodo storico dell’opera, come potrebbe accadere in un set cinematografico, partendo dai costumi, disegnati da Eros Carpita (che firma anche la scenografia virtuale), con la supervisione di John Pascoe.

Infine parte del programma è anche la mostra fotografica Per puro splendore della fotoreporter e scrittrice Annalisa Vandelli, allestita all’aperto nel borgo di Lari, che sarà visitabile per tutta la durata del festival.

Collinarea Festival del suono è un progetto di Sartoria Caronte in collaborazione con Scenica FrammentiSAM Studio, con il contributo del Comune di Casciana Terme Lari (PI) e Comune di Santa Luce (PI). La direzione organizzativa è di APS Sartoria Caronte.

Gli interventi musicali in solo di Pasquale Mirra, Vincenzo Vasi, Giovanni Sollima e Michel Godard sono realizzati in collaborazione con Fondazione Fabbrica Europa e Toscana Produzione Musica e ideati insieme al direttore della sezione musica del Festival Fabbrica Europa Maurizio Busìa.

La direzione artistica è curata da Loris Seghizzi e da Mirco Mencacci, direttore dello studio Sam.