
“Elvira povera donna”. Fulvio Venturi presta la sua voce (e la sua scrittura) al Maestro Giacomo Puccini. Applausi per il melologo andato in scena al Museo di storia naturale di Livorno. La bella voce del soprano Rosa Perez Suarez e la fantasia del pianista Flavio Fiorini
di ELISABETTA ARRIGHI
Metti un tardo pomeriggio d’inverno. Fuori un vento di libeccio carico di salmastro che s’insinua potente fra gli alberi del parco di Villa Henderson, sede a Livorno del Museo di storia naturale del Mediterraneo dove, oltre all’attività scientifica, la cultura a tutto tondo è di casa, tra eventi, conferenze, mostre. Nell’ultimo venerdì di un mese di novembre particolarmente piovoso, è stata la lirica a farsi protagonista nella immensa Sala del Mare, quella con gli scheletri dei grandi cetacei. Due riflettori, un bel pianoforte a coda… E la magia di Giacomo Puccini di cui, il 29 novembre 2019, ricorrevano i 95 anni della morte.

Fulvio Venturi è prima di tutto un appassionato di lirica. Quindi uno studioso, un critico musicale e un autore. Di saggi (sta fra l’altro per uscire un suo nuovo libro su Pietro Mascagni), ma non solo. Perché è lui che firma il melologo “Elvira povera donna”. Sospeso fra teatro, musica e voci liriche, che arriva dopo altre fruttuose esperienze come “Tramontata è la Luna” dedicato a Maria Callas. Questa volta il protagonista è Puccini. Il Maestro, l’autore di musiche sublimi. Il compositore che ha dato vita alle eroine immortali di capolavori applauditi in tutto il mondo. Il compositore che emoziona, che parla al cuore. Così Venturi si è calato nei panni del Maestro. Gli ha dato la sua voce. E l’ha data anche ad Elvira, la donna che per Puccini non esitò a scandalizzare la società ottocentesca (era sposata con due figli) per seguire l’uomo che solo dopo molti anni di convivenza – e dopo la morte del marito (allora il divorzio non esisteva) – poté sposare il Maestro. Era gelosa, Elvira. Aveva il suo carattere. Puccini amava le donne e l’universo femminile, e la gelosia di lei era più che giustificata. Ma Puccini, all’Elvira, volle bene per sempre, fino a quando nella clinica di Bruxelles dove morì dopo un intervento in extremis per il cancro alla gola, non potendo più parlare, scrisse sui foglietti che usava per comunicare con il mondo l’ultimo pensiero per la compagna di una vita. Elvira povera donna.
Il melologo, interpretato come abbiamo visto dallo stesso Venturi, che a fine spettacolo ha avuto grandi riconoscimenti da parte del pubblico, racconta la vita del compositore nel bene e nel male (compresa la tragedia della cameriera Doria Manfredi che si avvelenò dopo essere stata ‘perseguitata’ dalla gelosia di Elvira che per il suo comportamento rischiò di finire in carcere). E racconta la sua musica. Le sue grandi opere.

La rappresentazione è stata scandita dalla voce del soprano Rosa Perez Suarez e dalle note del pianista Flavio Fiorini che oltre a interpretare musicalmente le arie pucciniane in programma, ha accompagnato in sottofondo con grande bravura, ora sommessamente ora in crescendo, la declamazione del testo.
Rosa Perez Suarez – come ha detto lo stesso Fulvio Venturi – ha di fatto interpretato, in un solo pomeriggio, tutto il repertorio pucciniano. Nell’ordine ha cantato arie da Le Villi (Se come piccina), Edgar (Addio mio dolce amore), Manon Lescaut (In quelle trine morbide), Mi chiamano Mimì (La bohème), Tosca (Vissi d’arte), Madama Butterfly (Un bel dì vedremo), La rondine (Chi il bel sogno di Doretta), Suor Angelica (Senza mamma), e Turandot (Tu che di gel sei cinta). Una voce corposa e avvolgente, ottimo fraseggio, e una bella presenza scenica: il soprano, che a Livorno è spesso protagonista di recital lirici, ha ricevuto numerosi applausi, convincendo l’attento pubblico di appassionati.
Il melologo è stato introdotto da Paolo Morelli, cantante lirico, con la direttrice del Museo. L’appuntamento era compreso nel programma annuale di Musica in Villa (Provincia di Livorno), che prevede il 6 dicembre 2019 (ore 18) alla Villa del Presidente in via Marradi a Livorno le Cartoline musicali dall’Europa e poi, sempre alla Villa del Presidente, Il Natale di Gesù Cristo (il 20 dicembre alle 18).
2 comments
Grazie a Fulvio, bellissimo pomeriggio
Grazie molte, è una bella recensione che descrive al meglio la serata e il mio lavoro
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