
CORONAVIRUS. Epicovid 19, indagine nazionale promossa dal Cnr. Analizzata, attraverso i questionari, la situazione nel Comune di Cecina
Epicovid 19 è l’indagine epidemiologica nazionale promossa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia (SIGG) e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT). Lo scopo della ricerca è quello di giungere a una valutazione più precisa della prevalenza di COVID-19 a livello nazionale che possa consentire di formulare indicazioni per assumere decisioni di politica sanitaria e di gestione dell’emergenza. Il Comune di Cecina, come noto, ha chiesto che venisse realizzata un’indagine specifica sul suo territorio. La prima fase ha visto la promozione e diffusione di un questionario on line che i cittadini hanno, su base volontaria, compilato. Il questionario è ancora disponibile alla pagina web https://bit.ly/2Lb5c27 ma il Cnr ha provveduto ad una prima analisi delle risposte date che Fabrizio Bianchi, epidemiologo del CNR e membro del team di ricerca, ha provveduto ad illustrare.
Bianchi è dirigente di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, responsabile dell’Unità di ricerca Epidemiologia ambientale e registri di patologia. Laureato in biologia, è specializzato in statistica ed epidemiologia, e ha una lunga esperienza in diverse aree dell’epidemiologia (riproduttiva e perinatale, ambientale ed occupazionale, neuroepidemiologia, cardiologia pediatrica, epidemiologia genetica). E’ esperto in statistica medica e metodi statistici in epidemiologia e ha coordinato numerosi progetti europei e nazionali.
A lunedì 4 maggio, giorno di inizio della Fase 2, risultavano raccolti 2059 questionari, 99 dei quali senza l’autorizzazione da parte dei compilatori e 1608 (l’82%) compilato da persone residenti o domiciliate nel Comune, mentre gli altri erano di cittadini dei comuni limitrofi e per questo esclusi ai fini dell’indagine su Cecina. “Il contributo maggiore – sottolinea Fabrizio Bianchi, epidemiologo del CNR – è arrivato dalle donne con il 59,6% a fronte del 39,4% di uomini, su una popolazione che conta il 54% di donne e il 46% di donne”.
L’età media dei partecipanti è di 48 anni, probabilmente anche per le modalità di diffusione del questionario che sono state necessariamente digitali, leggermente più avanzata tra gli uomini (49,8 anni) che tra le donne (47,4 anni), a fronte di un’età media nella popolazione di 57,5. La distribuzione secondo il titolo di studio evidenzia un 53% con titolo di media superiore, 30% con laurea e 17% con titolo di scuola media inferiore o licenza elementare. Il 61% è occupato, il 14% pensionato, il 12% disoccupato e il 5% studente.
“Trattandosi di un campione ottenuto su base volontaria – continua Bianchi – è risultato più giovane e con più donne rispetto alla popolazione residente, e quindi non può essere interpretato come rappresentativo dell’intera popolazione residente. Tuttavia, la cospicua numerosità raggiunta, pari a circa il 7% della popolazione residente con oltre 18 anni di età (su dato ISTAT 2019) e la distribuzione accettabile per sesso e età, permettono di ricavare informazioni utili, specie su variabili altrimenti indisponibili che potranno essere seguite in fasi successive”.
Il 32% dei compilatori ha ammesso di avere paura per la propria salute, il 58% di temere soprattutto per i familiari, sentimento più pronunciato tra le donne.
Il questionario andava ad indagare anche i contatti e le interazioni sociali nel periodo di lockdown: solo in 124 hanno dichiarato contatti giornalieri con oltre 100 persone, il 54% (868) ha barrato la scelta “10 o più persone”. Prima dell’8 marzo, data dell’entrata in vigore delle prime restrizioni, 868 su 1608 (54%) facevano attività fisica saltuaria (fino a 2,5 ore a settimana), 124 (7,7%) più intensa (più di 2,5 ore a settimana). Con il lockdown 870 persone (52%) hanno dichiarato nessuna o una uscita di casa a settimana, 219 soggetti (14%) una o più uscite al giorno. Il 99% non ha mai usato mezzi pubblici.
I sintomi dichiarati sono stati:
Sintomo | Numero | % |
Febbre > 37,5 °C | 122 | 8 |
Tosse | 287 | 18 |
Mal di gola/raffreddore | 384 | 24 |
Mal di testa | 379 | 24 |
Dolori osteomuscolari | 275 | 17 |
Perdita di gusto e olfatto | 45 | 3 |
Difficoltà respiratorie | 49 | 3 |
Dolore al petto | 70 | 4 |
Tachicardia | 56 | 3 |
Disturbi gastrointestinali | 157 | 10 |
Congiuntivite | 83 | 5 |
Polmonite | 6 | 0,4 |
Dal questionario emerge che solo 30 soggetti avevano fatto un tampone per Sars-Cov-“, tutti con risultato negativo: i 30 soggetti con tampone avevano in media 2,17 sintomi a fronte di 1,17 tra i soggetti senza tampone. Si sottolinea che i sintomi più predittivi sono risultati la perdita di gusto/olfatto, il dolore al petto, la febbre più di 37,5 °C per più di 3 giorni consecutivi, mal di gola e/o raffreddore, e gli altri a seguire.
Sono 45 i soggetti entrati in contatto con casi con Covid-19 accertato e di questi solo 4 (il 9%) hanno eseguito un tampone. In 54 hanno dichiarato di essere stati a contatto con casi sospetti e di questi in 6 (11%) hanno eseguito un tampone. In 64 hanno affermato di aver avuto contatti col medico di base per sintomi Covid e tra questi a 29 è stato prescritto l’isolamento domiciliare e a 4 l’ospedalizzazione.
“Le analisi in corso sul campione nazionale di circa 200.000 questionari permetterà di ricavare funzioni di rischio di diffusione di COVID-19 sulla base dei soli sintomi e sarà interessante verificare anche sul campione di Cecina gli effetti delle stime predittive – conclude Bianchi -. E sarà interessante in particolare verificare alcune delle informazioni indagate dopo la prima parte della fase 2 e in seguito”.