
Clima sempre più incandescente al Maggio Musicale: il sovrintendente Chiarot lascia (ma non va in pensione), il direttore musicale Luisi dà la dimissioni. E il sindaco Nardella gli risponde con una lettera
Clima sempre più incandescente al Maggio Musicale Fiorentino, dopo la decisione del sindaco di Firenze Dario Nardella di lasciare la presidenza a Salvo Nastasi. Una decisione che nei giorni scorsi ha subito provocato polemiche e prodotto una serie di eventi a catena. A partire dal sovrintendente Cristiano Chiarot che ha detto di lasciare scadere il suo mandato il 28 luglio 2019 senza accettare eventuali proposte di un rinnovo dell’incarico. Nel lasciare, Chiarot ha anche aggiunto che non andrà in pensione, in risposta al comunicato con il quale Palazzo Vecchio aveva sottolineato di non poter procedere ad una riconferma in quanto il sovrintendente (ormai uscente) avrebbe raggiunto a fine anno i requisiti per il pensionamento. Nelle ultime ore un altro colpo di scena, anche se in qualche modo annunciato: il direttore musicale Fabio Luisi, con una lettera a Nardella, ha annunciato le due dimissioni. E nel pomeriggio è giunta da Palazzo Vecchio una missiva del sindaco diretta proprio a Luisi. Ecco il testo:
“Caro Maestro,
prendo atto con dispiacere delle tue dimissioni ma sono ancora più dispiaciuto delle motivazioni che tu hai voluto rendere note pubblicamente. Come ben sai l’ipotesi del tuo avvicendamento è emersa molto prima delle decisioni prese negli ultimi giorni. Il Sovrintendente Chiarot infatti mi ha informato, in occasione dei nostri incontri in Palazzo Vecchio, di aver discusso con te aspetti artistici che non avrebbero più consentito la tua permanenza in qualità di Direttore musicale del Teatro.
Il Sovrintendente infatti aveva deciso di dare al Maestro Mehta uno spazio rilevante nella prossima programmazione artistica che, di fatto, avrebbe reso difficile, se non impossibile, la compatibilità del tuo ruolo di Direttore musicale anche alla luce degli ingenti costi complessivi della programmazione stessa.
Del resto, a conferma di ciò, ricordo che proprio durante l’ultimo Consiglio di Indirizzo del 26 giugno 2019, come tutti i presenti potranno testimoniare, abbiamo lungamente discusso dell’opportunità di una tua conferma al Teatro, posta dallo stesso Sovrintendente che aveva espresso alcune perplessità su questa ipotesi e che ci aveva anche informato di alcune difficoltà legate ad una eventuale risoluzione del rapporto contrattuale.
Nell’ultimo incontro che ho avuto con il Sovrintendente il 10 luglio 2019 fu Chiarot stesso ad informarmi della tua imminente decisione di lasciare il Teatro.
Voglio inoltre precisare che trovo gravissima la tua allusione a possibili ingerenze politiche che influirebbero negativamente sulla qualità artistica del Teatro. L’unica figura politica che guida la Fondazione è il Presidente e io non ho mai dato indicazioni né al Sovrintendente né a nessun altro su come guidare artisticamente la Fondazione. Ho sempre ascoltato e avallato proposte del Sovrintendente anche con riguardo alla tua persona. La prossima programmazione è stata decisa dal Sovrintendente Chiarot che è venuto a presentarla all’ultima seduta del Consiglio e che il Consiglio ha solo ratificato in quella sede.
Questa distinzione di ruoli e compiti rimarrà tale – e non potrebbe essere altrimenti – sia che presieda io la Fondazione, sia che nomini un mio delegato a farlo.
Con i migliori saluti. Dario Nardella
da Palazzo Vecchio, 17 luglio 2019
Al Maestro Fabio Luisi”